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Visualizzazione dei post da luglio, 2017

Recensioni vaganti!

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Nell'ultimo week-end, con famiglia al seguito, mentre passeggiavo per le vie del centro,  sono stata sorpresa da una piccola tormenta che ha costretto tutti a cercare riparo sotto i portici di Cannobio, sul lago Maggiore.  Vista l'ora di punta, ognuno era speranzoso di trovare anche un posto a tavola,  nei tanti locali dislocati in bell'ordine di fronte all'antico imbarcadero e la ricerca non è stata facile, data la moltitudine di avventori.  Con un po' di fortuna, in un vicolo nascosto ai più, siamo riusciti a trovare una trattoria a gestione familiare che ci ha consentito di passare due ore tranquille, fra assaggi, chiacchiere e buon umore, in attesa che il tempo migliorasse. Ci ha colpito la premura con la quale siamo stati accolti. In fretta hanno cercato un tavolo disponibile e in assenza di posto nella sala principale interna, sono riusciti a sistemare una tavola d'emergenza adiacente l'entrata. Il proprietario, di origi...

Scelte difficili

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Si può conoscere una donna anche da come tiene il proprio armadio. Oggi sorridevo nel constatare la mia incapacità nello scegliere cosa conservare o cosa eliminare. Ho svuotato gli scaffali e gli stand, ho pulito,  provato decine di capi davanti allo specchio, come in una sessione di shopping, e poi  riposto il tutto. Pensavo di guadagnare spazio, ma il lavoro non è servito a niente se non a dividere in  scomparti più ordinati i vari capi di abbigliamento stilando un ipotetico inventario. reparto n°1 Reparto dell'ottimista (vi ho radunato i vestiti delle taglie inferiori a quella attuale, quei  capi, per intenderci, che adesso come adesso andrebbero bene solo su una gamba, ma non si sa mai...dovessi dimagrire per miracolo tornerebbero utili) reparto n°2  Reparto del pessimista   ( un concentrato di capi neri; il nero smagrisce, come risaputo e poi va sempre di moda) reparto n°3 Reparto della nostalgia (avrei...

Opinione: A proposito del Lei

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Se c'è una cosa che mal sopporto è quella di entrare in diversi negozi e sentire le commesse rivolgersi a me usando il tu. D'istinto mi verrebbe di girare sui tacchi e uscire o apostrofare la malcapitata con: "Ma scusi, signorina ventenne dal vitino di vespa, come si permette? Ci siamo già viste? Siamo parenti, amiche, facciamo parte di un gruppo? No...ecco allora  mi dia del lei per cortesia!" Sicuramente sarà strategia di marketing, quella di far sentire il cliente ben accolto in un ambiente amichevole, ma a mio avviso esistono altri modi per ottenere il medesimo risultato. Nel mio negozio mai mi sarei permessa di dare il tu a chicchessia, se non dopo richiesta, eventualmente, del cliente. E' così cortese e ben educato l'uso del lei, possibile che lo vogliano far passare per un'usanza fuori moda? Che poi non si tratta nemmeno di moda: galateo si chiamava un tempo, buone maniere, educazione. Qualche anno fa sono stata in vacanza in Costiera Amalfi...

Libro letto: Le notti bianche di F. Dostoevskij

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Non ho né competenza né cultura sufficiente per recensire un libro, tant'è che non lo farò, ma l'altra sera l'ho letto e mi piaceva poter esprimere una mia opinione. I letterati facili allo sbigottimento, evitino pure la lettura delle castronerie che seguiranno. Perché ho scelto di leggerlo? Il titolo mi andava a genio ( soffro d'insonnia da anni). Ho letto il nome dell'autore: Dostoevskij. Già è difficile scriverlo, figurarsi a capirlo, mi sono detta. Ma  curiosa ho scorso le prime righe (incipit, le chiamano così): "Era una notte incantevole, una di quelle notti come ci possono forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era un cielo così stellato, così luminoso che, guardandolo, non si poteva fare a meno di chiedersi: è mai possibile che esistano sotto un simile cielo persone irritate e capricciose?" Come fare a resistere dopo parole così belle? L'ho letto tutto d'un fiato; sono bastate poche ore perché il testo è sc...

Le partenze in salita (parte seconda)

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Le partenze in salita, di cui parlavo nel post precedente, non sono altro che un'analogia con le difficoltà che si incontrano nella vita. Capita a tutti di trovare lungo il cammino imprevisti e ostacoli che ci costringono a prendere strade diverse da quelle fino allora ipotizzate. E' capitato anche a me: problemi famigliari, problemi di salute seri che hanno ostacolato il percorso che stavo vivendo. Sento di dover raccontare la mia esperienza, non tanto per suscitare compassione ma, per dare speranza a chiunque si sia trovato ad affrontare un attimo di debolezza.  Ho iniziato a lavorare a 16 anni nel negozio di famiglia perché ai tempi la voglia di studiare era al minimo e i miei genitori non hanno visto la necessità di incentivarmi a proseguire. Il lavoro c'era, era sicuro e remunerativo, non serviva io continuassi con la scuola. Mi sarebbe piaciuto diventare interprete, adoravo le lingue straniere, avrei voluto lavorare nel campo turistico, o seguire conferenze...

Le partenze in salita (parte prima)

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Penso di non aver desiderato tanto una cosa quanto la patente. A 17 anni i giorni erano eterni, il tempo pareva scorresse a rilento e io agognavo indipendenza e libertà come solo a quell'età si può fare. Venne giugno, mese del mio compleanno, e con esso il sospirato esame di teoria. Passato al primo tentativo: sapevo descrivere le parti del motore meglio di un meccanico, giuro. (Resta un mistero come la maggior parte delle donne, me compresa, dimentichino immediatamente dopo l'esame queste nozioni. Alla prima foratura di pneumatico, di solito, cerchiamo nel libretto di istruzioni dove sia posizionato il cric e leggiamo invece di munirci di martinetto: cos'è il martinetto???) Finalmente era giunto il momento delle guide. Ricordo i  tentativi di ingranare la prima marcia, con papà seduto di fianco che si teneva alla maniglia e mi guardava dubbioso, simulando sicurezza per incoraggiarmi: " Schiaccia la frizione, ingrana la marcia, rilascia il piede lentamente...vedr...

Ricette: margheritine di Stresa

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Sono biscottini deliziosi, semplici da preparare, modesti nella forma, ma ottimi al palato: la frolla si scioglie in bocca, friabile, delicata, aromatizzata leggermente al limone. Il loro nome deriva da quello della principessa e futura regina Margherita alla quale erano stati offerti in occasione della sua prima comunione. Le piacquero talmente, che una volta regina stabilì che questi biscotti fossero il dolce tradizionale da offrire ogni anno al ricevimento di Ferragosto. La ricetta che segue non è quella originale e mi è stata suggerita da una fra le mie più care amiche.   Ingredienti: -2 uova sode (solo il tuorlo setacciato) -125 g di burro a pezzetti -60 g di zucchero a velo -95 g di farina00 -95 g di fecola di patate -1 bustina di vanillina -la buccia grattugiata di un limone   Procedimento: Fare rassodare per prima cosa le uova. Ricavarne solo i tuorli che andranno schiacciati con l'aiuto di un passino. In una ciotola riunire tutti gli i...

Chi sono

😊 Buongiorno mondo! Mi chiamo Liliana, ho deciso di aprire questo blog per condividere pensieri e parole con chiunque voglia leggermi. Passo la maggior parte del tempo da sola e le notti sono infinite; ho pensato quindi di aggiungermi al coro dei milioni di utenti internet nella speranza di poter condividere racconti, esperienze, punti di vista su qualsiasi argomento che mi piacerà proporre via a via. Caratterialmente sono un'inguaribile sognatrice: sincera (quasi sempre), positiva (non mollo nemmeno di fronte all'evidenza), romantica (il giusto), allegra e rispetto alla mia età (49) spropositatamente ingenua. Ingenua nel senso che sono portata a pensare bene di chiunque e il più delle volte, poi, rimango male nello scoprire di aver riposto fiducia nelle persone sbagliate. -Alice ma tu ogni tanto impari qualcosa dalle tue esperienze passate o cosa? -Cosa. Lewis Carroll, "le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie"     Questa citazione, devo a...